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In Botswana tra migliaia di animali

 

È l’Africa dei sogni. Fatta di safari a piedi, in barca, in jeep. Di giorni assolati e notti stellate. Di lodge e di campi tendati. Di pranzi e di cene consumati all’aperto. È l’Africa selvaggia. Quella della savana e degli animali. Dove vivono libere migliaia di specie di mammiferi, di uccelli, di rettili, di anfibi. Il suo nome è Botswana, angolo di Africa australe, incastonato tra Namibia, Sudafrica e Zimbabwe. Qui leoni, ghepardi, leopardi, elefanti, ippopotami, coccodrilli, gazzelle, scimmie, aquile, giraffe, bufali, aironi si contendono le foreste di Kazuma e Maikaelelo, le acque dei grandi fiumi Chobe e Linyanti, le sabbie dell’infuocato deserto del Kalahari, i canneti, i papiri e le ninfee dell’immenso delta dell’Okavango, il più grande delta interno del mondo.

 

Uno sconfinato santuario della natura – grande il doppio dell’Italia – con aree protette che ricoprono il 30 per cento del suo territorio, dove crescono rigogliose tremila specie di piante.

 

È l’Africa del mito e della leggenda che tutti desiderano vivere e conoscere. E che unisce la spettacolarità della “wilderness” al comfort di lodge e campi tendati. In una parola: il viaggio della vita per chi ama gli animali e la natura.

 

La regione Moremi e il delta dell’Okavango si raggiungono con un volo panoramico, a bassa quota, che regala la migliore visione d’insieme di questo ecosistema unico al mondo. Ieri, due milioni di anni fa, l’Okavango era un fiume che sfociava nel lago più grande d’Africa, il Makdakdigadi. Oggi, il lago si è prosciugato. E il fiume si esaurisce nel deserto del Kalahari, aprendosi a ventaglio nella depressione di sabbia e savana, formando un delta esteso più del Lazio. Un mare incontaminato di terra e di acqua dove vivono indisturbate migliaia di animali. Un intrico di canali, un rincorrersi di linee, disegni, colori: lo smeraldo della savana e dei papiri, il marrone dei canneti, il blu dei corsi d’acqua.

 

L’unico modo per visitare il delta, che è Parco Nazionale, è alloggiare in uno dei tanti campi tendati. Confortevoli tende nascoste nel verde, sono il posto giusto per godere appieno della natura selvaggia. E la migliore base di partenza per escursioni in jeep e in canoa. Scavate da un tronco, queste barche (mokoro), hanno una guida che le spinge con una lunga pertica, riuscendo a infilarsi negli angoli migliori per avvistare aquile pescatrici, aironi, martin pescatori, cormorani, cicogne, ibis, coccodrilli, ippopotami. Si trascorrono ore in mezzo a canneti, papiri e ninfee, in un silenzio totale, quasi irreale.

 

La Riserva Faunistica di Moremi si trova proprio sulle sponde orientali del delta dell’Okavango ed è considerata uno dei più bei parchi d’Africa, sia per i paesaggi – combina foreste di mopane e di acacie, piane alluvionali e lagune – sia per l’abbondanza della fauna africana. Anche qui le giornate sono dedicate alla scoperta del delta in mokoro e in fuoristrada aperti. Gli animali sono tutt’intorno. Soprattutto elefanti: secondo l’ultimo censimento, in Botswana ce ne sarebbero più di 120 mila, circa cinque pachidermi per chilometro quadrato, che è la più alta densità d’Africa. L’ambiente del Savuti, all’interno del Parco Nazionale Chobe, è più aspro ma ugualmente ricchissimo di animali, che si avvistano immancabilmente durante i foto-safari. Alla sera, l’appuntamento è con il celebre cielo africano: stelle brillantissime in una volta nera come il petrolio. La notte in tenda trascorre tranquilla. Ma non silenziosa: versi e rumori di pappagalli, babbuini e predatori popolano il buio. Perché questa è pur sempre l’Africa selvaggia degli animali.

 

Foto: juritt – Adobe Stock